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No, non è un titolo provocatorio per catturare click facili. Penso veramente che il “vero” marketing, in contrasto con il tipico stereotipo di strumento ad esclusivo appannaggio della cultura di destra, oggi converga a sinistra.

Se sei tra quelli che credono che ciò sia impossibile, che parlare di “marketing di sinistra” sia una contraddizione in termini e che piuttosto debba continuare ad essere un mezzo ad uso esclusivo del capitalismo, con questo post cercherò di smentirti.

Perché il vero marketing (che funziona) tende… a sinistra?

Il marketing negli ultimi anni andrebbe sdoganato dall’etichetta di “strumento consumistico”.

Ciò in conseguenza di un netto cambio di paradigma che riguarda non soltanto COSA il marketing oggi è, ma anche COME esso viene percepito: una trasformazione avvenuta in relazione al modo diverso, rispetto al passato, in cui opera l’economia.

In pochi decenni un’economia centralistica ed in cui il ruolo del marketing era mono-direzionale, cioè in cui la pubblicità era la sua vera espressione, è diventata un’economia diffusa e globalizzata in cui il marketing è maturato, diventando “vero marketing”, cioè multi-direzionale e alla portata di tutti.

In sostanza siamo passati da un mondo in cui erano i grandi player ed i loro prodotti ad essere al centro dell’attenzione dei consumatori, ad uno in cui al centro ci sono prima di tutto i consumatori stessi ed in cui l’acquisto di un prodotto è diventato un fatto, benché importante, secondario.

Ieri i consumatori “ingurgitavano” qualsiasi bene i media gli propinasse, oggi i consumatori sono “choosy” (schizzinosi), perché scelgono autonomamente sulla base del loro senso critico e solo in parte vengono psicologicamente condizionati o addirittura plagiati.

Pertanto il marketing non si può più considerare uno strumento per far soldi. Oggi è semmai uno strumento in cui l’obiettivo principale è l’essere al servizio della gente, avvicinandosi ai suoi bisogni e ai suoi desideri, conquistandone la FIDUCIA. E ciò tendenzialmente può richiedere molto tempo.

Il vero marketing è fatto di contenuto… gratuito!

A suffragare la tesi di questo marketing sociale, va ricordato che al centro della comunicazione oggi c’è il contenuto, non più lo slogan. Il Content Marketing fa breccia nella mente e nel cuore delle persone quando è ben realizzato, ha quantità e qualità a bizzeffe, sa catturare l’attenzione ed è GRATIS.

E cosa c’è di più sociale e “di sinistra” di qualcosa di valore che, anziché richiedere un pagamento, viene regalato?

Pensa ai blogger che sfornano di continuo articoli interessantissimi e pieni di sostanza offrendoteli senza pretendere nulla in cambio. Certo, ti invitano magari a lasciare la tua mail per seguirli, ed una volta dentro possono innescare “funnel” che alla lunga possono spingerti a comprare qualcosa. Ma non c’è forzatura, non è obbligo, non c’è sfruttamento di alcun genere in tutto ciò, perché tutto il valore (inteso come conoscenza e consapevolezza degli argomenti trattati) che si ottiene dal seguire un blogger (o anche un influencer, nel caso sia molto seguito) si ottiene in modo davvero altruistico.

Il consumatore ha la libertà di cancellarsi e avere i propri dati cancellati quando vuole. E mai nessun blogger o influencer gli dirà mai di tornargli indietro la conoscenza gratuita che gli ha fornito!

Certo. Non sto dicendo che il marketing sia il bene assoluto. Esso ha comunque uno scopo finale, che è quello di vendere, non dimentichiamocelo. Nel marketing, e se così non fosse si chiamerebbe in tutt’altro modo, esiste sempre un tornaconto. Che però non va neanche visto necessariamente come vendita, ma anche come acquisizione di visibilità, popolarità ed autorevolezza.

E pensare che, in fondo, siamo tutti dei “piccoli influencer”. Perché anche se diamo un buon consiglio non per soldi, alla lunga ne ricaviamo, volendo o non volendo, autorevolezza. E se il nostro lavoro ha legami con il consiglio dato, ne ricaviamo anche un guadagno economico.

Quindi che la reputazione sociopolitica del marketing sia cambiata è evidente.

Il mio scopo è di spingerti a trattarlo con maggiore consapevolezza, staccando via dalla tua mente quell’orribile etichetta di mezzo con il quale si anteponevano gli interessi di una elìte a quelli del Popolo. Non è più così!

Certo, non vivo sulla Luna.

E’ vero che l’economia mondiale è governata da forze politiche ed economiche talmente potenti da farci sentire piccoli e sottomessi. Ed è anche vero che, purtroppo, una parte degli operatori del marketing lo utilizzano con cinismo, intendendolo come una rete per fare “pesca a strascico”. Un marketing aggressivo che andrebbe riconosciuto e, nella mia opinione, evitato e ovviamente assolutamente non praticato! Un’approccio comunque insostenibile, e che tramonterà…

Quindi, nonostante il marketing brutto e cattivo esista, non lasciarti ingannare, e pensa piuttosto a ciò che il vero marketing moderno, ovvero quello sostenibile ed etico, può essere: un mezzo straordinario per bilanciare interessi economici e giustizia sociale.

Pensaci: il marketing è in fondo può essere uno straordinario strumento… di libertà!


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Leonardo Cascio

Leonardo Cascio

Per anni web developer e graphic designer, oggi esperto di marketing e comunicazione digitale. Lavoro professionalmente dal 1998 e dal 2002 come owner della media agency siciliana LCM Your Global Partner.