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Il più recente rapporto Istat rivela che la disoccupazione in Italia è in lieve aumento (11.3% con incremento di 2 decimi rispetto a 3 mesi fa). In Europa solo Spagna e Grecia fanno peggio (con tassi rispettivamente del 17.1 e 22.5%). Per non parlare del Sud, in cui il tasso di disoccupazione è ancora più alto, pari al 37% con un incremento nello stesso periodo di ben 1.8%.

Nella ancor tragica situazione odierna, nonostante il PIL italiano sia aumentato, così come i consumi interni, e le stime nazionali siano positive, un giovane meridionale con in tasca un diploma fresco di stampa vede svanire tutte le speranze di trovare in tempi brevi un buon lavoro. Nella maggior parte dei casi ad un diciottenne decentemente istruito spettano lunghi periodi di disoccupazione o, nel migliore dei casi, una gavetta fatta di lavoro precario, spesso in nero, e paghette (quando ci sono) irrisorie.

Insomma nella maggior parte dei casi il ragazzo viene letteralmente sfruttato, ed è inutile girarci attorno, ma è proprio così. E allora, a ragione, il tizio pensa ad emigrare, con un ritorno che non è certamente scontato! E chi lo ha già fatto di solito non se n’è pentito.

In effetti la maggior parte delle attività italiane, specialmente al Sud, sono così poco capaci nell’amministrarsi con professionalità ed etica (in parole povere sopravvivono invece di crescere) ed oltretutto talmente oberate dalle tasse, che spesso, con tutta la buona volontà, non riescono assolutamente a garantire una stabilità lavorativa ed economica ai propri dipendenti. Non riescono a farlo con i grandicelli, figuriamoci con i neo diplomati!

Eppure in questo scenario, esistono aziende, anche in Italia, che crescono giorno dopo giorno, ed il cui sviluppo ha consentito di garantire ai propri collaboratori lavoro, guadagni e soddisfazioni. Parlo delle aziende che hanno saputo rinnovarsi, sfruttando le nuove tecnologie e l’innovazione a proprio favore, per competere nel mercato nazionale ed internazionale.

La domanda allora che mi sono posto è stata questa:

Come può un giovane diplomato al Sud trovare un buon lavoro, magari fondando un’attività innovativa, senza essere costretto ad emigrare al Nord, in cui qualche opportunità in più c’è, o all’estero, in nazioni ad esempio come la Germania e la Gran Bretagna (i cui tassi di disoccupazione, si badi bene, sono rispettivamente del 3.9% e del 4.5%)? Come può insomma un giovane diplomato al Sud e di belle speranze non trasformarsi in un “bamboccione” o nel classico “cervello in fuga”?

Ho deciso allora di stilare un elenco di consigli che potrebbero essere davvero utili per “inquadrargli” un po’ la vita. Seguirli tutti, o almeno alcuni, non potrà che migliorargliela. O forse, addirittura, salvargliela.

Nei punti mi rivolgo a lui, supponendo che sia proprio lui a leggerli. Ma se invece tu che leggi sei un suo parente, come la mamma o il papà, potresti provare a leggerglieli sperando che non li prenda come prediche ma per qualcosa di costruttivo.

1) Cambia mentalità

Che tu decida di entrare nel mondo del lavoro o in quello dell’università italiana, sappi che appena uscito dalla scuola ti spetta un mondo completamente nuovo rispetto a quello che hai finora vissuto. Questo sicuramente lo sai già, e mi scuso se posso sembrarti un po’ banale nell’introduzione. Quello che però forse ancora non sai è che non smetterai MAI di studiare, non abbandonerai i libri, i corsi e gli “esami”.

Ciò è ovvio se ti iscriverai in un’università, ma non lo è se decidessi di lavorare sin da subito. Dovrai aggiornarti di continuo, non hai scelta. Se non lo farai, il mondo del lavoro ti espellerà prima o poi (più prima che poi). Sappilo!

Ma cambiare mentalità non è solo questo. Ad esempio devi capire che da questo momento niente ti sarà regalato: dovrai cioè guadagnarti ogni singolo riconoscimento morale ed economico. Dovrai sviluppare cioè il “mindset” del vero cittadino del futuro. Il mindset, cioé lo stato mentale, è essenziale. Di mindset e cambiamento ne parlo anche qui.

La condizione fondamentale che ti dice se hai il mindset corretto si verifica se hai fissato i tuoi obiettivi.

Senza porti degli obiettivi, infatti, non potrai andare avanti. Ami “vivere alla giornata”? Sappi che questo è un atteggiamento che “stona” alla grande con il giusto mindset di chi vorrebbe avere un bel futuro, fatto di lavoro, carriera, soldi e magari anche successo. Chi vive alla giornata molto probabilmente non  avrà mai queste cose.

Ciò che devi fare, invece, prima di ogni cosa è guardarti allo specchio e dire a te stesso, a voce alta, ciò che vuoi diventare.

Vuoi diventare, ad esempio, un bravo chef? Ok! Pianificalo!

E’ un obiettivo a lungo termine. Anche se la cosa adesso forse ti lascia perplesso, fissalo comunque nella tua mente e convinciti che è il tuo obiettivo principale. E non importa se è troppo ambizioso. Sappi che è però importante!

2) Non cercare il posto fisso

Il posto “fisso” non esiste più. Avrai sentito questa frase tante volte, nonostante la tua giovane vita. E ti mette paura, ammettilo.

Devo dire che una volta, quando ancora non avevo capito come gira il mondo, la faceva un po’ anche a me. Ricordo che mia madre, ignara del futuro che si stava delineando (parlo della metà degli anni 90), mi avrebbe voluto alle dipendenze di qualche ente pubblico “per concorso”. Ma per indole non ho mai pensato di cercarlo, al massimo sono stato dipendente privato, giusto il tempo di fare un po’ di esperienza. E quando smisi di lavorare da dipendente, non mi passò neanche per l’anticamera del cervello di cercare un posto in un’altra azienda (anche se probabilmente l’avrei trovata), perché intuivo che quel “modello” era destinato a sparire.

La storia mi ha dato ragione: i contratti a tempo indeterminato oggi non ci sono quasi più, rimpiazzati da quelli “flessibili” o con collaborazioni a partita iva. Tra l’altro, per la cronaca, l’azienda che avevo lasciato e di cui ero stato dipendente, scoprì che alcuni anni dopo era fallita!

A cosa serve quindi cercare un posto fisso se poi il datore di lavoro ti fa capire che, per lavorare, devi avere una TUA posizione Inps ed una TUA posizione presso la Camera di Commercio di zona?

Ma il motivo principale di questa rivoluzione nel rapporto padrone-dipendente è che le aziende oggi desiderano avere a che fare con persone motivate ed elastiche e non con chi cerca un posto di lavoro con la speranza di invecchiarci.

Insomma le aziende cercano persone che si motivano da sole, con un’approccio mentale da imprenditori più che da dipendenti, quindi non gente che si approcci col solo desiderio di ricavarne uno stipendio mensile! Ecco perché se lavori alle dipendenze di qualcuno, difficilmente potrai essere davvero motivato. Se invece lo fai spinto dalla passione, e sei anche bravo (non basta la passione!) lavorerai comunque, con più piacere e per più committenti, traendone oltre tutto maggiori guadagni, anche se a fronte di un maggior rischio.

In generale sia tu che loro ne trarrete beneficio!

3) Impara (ad amare) il marketing

Il marketing è davvero importante.

Purtroppo “marketing” è un parolone che spesso viene frainteso, perché associato, in modo errato, “alla vendita veloce per fare soldi” (attenzione: il vero marketing non è una macchina per far soldi facili, e chi lo dice è un truffatore!).

In realtà il marketing è un mezzo straordinario per unire le persone che hanno gli stessi interessi, che hanno valori e pensieri comuni. E’ una scienza che chiunque dovrebbe studiare, non necessariamente nel dettaglio visto che è molto complessa ed ampia, ma di cui credo se ne debba comprendere il senso.

Per farti capire l’importanza del marketing, ti dico che ha reso possibile lo sviluppo economico legato al web di questi ultimi 30 anni: aziende come Google, Apple, Microsoft e Facebook, per citarne solo alcune, non sarebbero esistite senza applicare le regole del marketing.

Il loro modello di business, così valido da valere loro il titolo di leader incontrastati nei rispettivi settori, si fonda sull’aggregazione sistematica del pubblico a cui vengono offerte soluzioni specifiche a richieste specifiche. Il marketing è l’arte di saper far incrociare domanda ed offerta, e ciò solo in parte è da intendersi come mero scambio di natura economica. Il fare soldi è la conseguenza, in sostanza, di un approccio sociale ed umano.

Ecco perché dovresti apprezzare il marketing, ed intenderle la sua conoscenza, anche se grossolana ma sostanziale, come la vera chiave del tuo successo.

Ma attenzione, perché non si può improvvisare di certo: così come spesso non è possibile curarsi da soli da una malattia ma è necessario andare dal medico, il marketing allo stesso modo è materia di consulenti specializzati e con tanti anni di esperienza ed a cui affidarsi con fiducia.

Il marketing, quindi, grazie ai forti legami con la psicologia (su cui fa leva nel campo della persuasione), con le tecnologie di internet (e qui parliamo nello specifico di web marketing) e con la comunicazione, grazie al quale riesce a coinvolgere i sensi, è oggi la base fondante dell’approcciarsi in modo corretto con il mondo del lavoro.

4) Impara (in fretta) un mestiere

Il grande dilemma di chi finisce il liceo (o l’università) è sempre lo stesso: ora, chi mi insegna un mestiere o una professione?

Una soluzione veloce c’è.. ed è quella di fare un corso di specializzazione.

E’ chiaro che tutto dipenda dal tuo sogno/obiettivo, quello che ti ho chiesto di fissare nel punto 2. Se il tuo obiettivo è “diventare un astronauta” è ovvio che dovrai studiare tanto, ma proprio tanto (forse ti serviranno almeno 2 lauree) per non parlare dell’iter che ti attende dopo.

Per semplificare mettiamo invece il caso che tu sia un semplice diplomato col sogno di fare l’imprenditore nel settore della bellezza, diciamo il “parrucchiere” (perché ti piace, e alla faccia del posto da dipendente!). In tal caso puoi frequentare un buon corso professionale. E poi un imprenditore che ci sa fare con i capelli può guadagnare anche di più di un astronauta. Ti sembrerà strano forse come accostamento, ma è proprio cosi!

Esistono numerose scuole in Italia che consentono di imparare e di fare degli stage presso imprese associate. Però attenzione, perché purtroppo i corsi migliori si pagano, ed anche profumatamente.

Come non farsi fregare e non perdere tempo e denaro in corsi inutili?

Cerca su Google le aziende che hanno assunto, nel mio esempio parrucchieri (ma esistono corsi di preparazione anche a lavori artigianali o nei servizi che non richiedono troppo tempo per essere appresi, e relativamente poca esperienza per poter essere avviati senza rischiare di incorrere in problemi), provenienti da una determinata scuola. Non è difficile fare queste ricerche, basta un po’ di volontà ed iniziativa. Consulta i commenti, i forum, i gruppi: troverai sicuramente delle strade interessanti da seguire.

Non fidarti del primo che capita: consulta soprattutto le opinioni in rete, di solito quelle non mentono. Cerca soprattutto di frequentare corsi teorici e pratici, perché la teoria è importante, si, ma se non hai modo di metterla in pratica, non hai modo di apprendere il lavoro sul serio). Un buon punto di partenza può essere questo.

Come detto, però, un buon corso si può pagare anche tanto. Anzi di solito sono proprio i corsi più lunghi e cari a portarti reali benefici, non di certo un corso online da 100€ (che potresti al limite fare solo per capire se un determinato settore fa proprio al caso tuo).

Se non hai però i soldi per iscriverti, come fare? Per fortuna una soluzione, spesso ignorata ai più, esiste (continua la lettura).

5) Sfrutta i finanziamenti a fondo perduto e il crowdfunding

Come detto pagarsi un buon corso può richiedere diverse migliaia di euro, senza contare che di solito va frequentato in un’altra città, con ulteriori spese ed aggravi.

Tuttavia, prendendo per scontato che tu non abbia precedenti negativi con le banche, accedere al credito, diversamente da ciò che si possa pensare, oggi non è affatto difficile. Esistono infatti degli ottimi bandi per accedere a fondi (ad esempio europei) che non richiedono particolari garanzie.

Il “trucco” che consiglio di applicare è quindi quello, una volta trovato il corso professionale da frequentare, di attivare PRIMA la procedura di utilizzo dei finanziamenti. Infatti di solito i costi di formazione professionale sono assolutamente finanziabili all’interno di un progetto d’impresa!

Di solito però la condizione per poter avere un prestito che serva a coprire i corsi di formazione per imparare un mestiere, è quella di rientrare in determinate categorie anagrafiche e geografiche e di presentare un progetto con l’intermediazione di uno staff di consulenti coinvolti allo scopo. In pratica non puoi ottenere un prestito personale, a meno che tu non intenda diventare un imprenditore, cioè aprendo un’attività regolare in Italia. Ad esempio i fondi destinati alle neo-imprese meridionali (tra queste segnalo “Resto al Sud” di Invitalia) prevedono una buona parte a fondo perduto (cioè ti vengono regalati) e la restante parte restituibili mensilmente, a tasso zero e senza fretta.

Ad esempio ottenendo un prestito di 20 mila euro (che potrebbero essere sufficienti, ad esempio, per frequentare un buon corso di pasticceria, acquistare i mezzi e la merce ed affittare/preparare il locale per avviare e pagare, ovviamente, il consulente di comunicazione e marketing), di questi ben 7.000 vengono “donati”, ed il resto può essere restituito in 8 anni con appena circa 130 euro al mese.

Un altro sistema per finanziarti, che non ti consiglio come un’alternativa ma da perseguire INSIEME, è quella del crowdfunding. Se la tua idea è promettente, puoi presentarla con un video e qualche slide sui siti di crowdfunding (ad esempio Eppela) per fartela finanziare da privati utenti. Non è molto complicato, l’importante è essere convincenti e comunicativi. Raggiungendo la cifra che ti occorre (che puoi anche superare) dovrai riconoscere dei premi ai finanziatori: una risorsa in più visto che rappresenteranno la base della community su cui svilupperai il branding del tuo progetto.

Ricapitolando, come detto, tutto sta nel presentare PRIMA e nel modo migliore un progetto, quindi un business plan. Così facendo, la probabilità di ottenere esito positivo è molto alta, a condizione di inserire nel progetto un po’ di innovazione (per quello basta consultarti con un consulente di marketing; ad esempio il sottoscritto potrebbe assolutamente verificare, facendo uno studio approfondito, se un’idea può essere fruttuosa meno!). Nulla di difficile quindi, a meno che tu non voglia proprio metterti “in ballo” e non accollarti i rischi di un’impresa.

Tuttavia spero proprio tu abbia capito che oggi in pratica diventare imprenditori di se stessi è l’unica chance per i giovani del Sud per lavorare restando al Sud. In parole povere se desideri restare e lavorare al Sud, fidati, oggi non hai praticamente scelta!

6) Non cercare il lavoro.. crealo!

Una volta che ti sei ben formato, sei ora sulla rampa di lancio della tua attività. Se il tuo business plan, redatto dal consulente del lavoro in collaborazione con il marketer a cui ti sei affidato nella fase di presentazione delle pratiche per ottenere il prestito, è un progetto valido (e non potrebbe non essere altrimenti, se è stato finanziato) è giunto il momento di darci dentro!

Questa è quindi la fase in cui il lavoro si crea e non si cerca! Creare un lavoro da zero richiede impegno e dedizione, passione, spirito di sacrificio e tanto altro ancora. Tuttavia, forte della tua voglia di fare, non ti resta che rimetterti nelle mani del consulente di web marketing perché dia forza al tuo business con le sue direttive.

Ricordi il punto 3 sul marketing? Aver iniziato a capire ed apprezzare questa disciplina adesso ti torna utile. Molte aziende meridionali chiudono presto i battenti proprio perché sono improvvisate, cioè non c’è una pianificazione a monte. Non dovrai quindi che lavorare lasciandoti seguire da un bravo consulente di web marketing che svilupperà per te una strategia completa: non dovrai far altro che assecondarla!

Si, perché lavorare significa soprattutto trovare clienti disposti a spendere da te. Non esiste infatti attività imprenditoriale che funzioni e non chiuda in breve tempo senza una strategia di marketing ben strutturata, in cui trovare clienti non si basa solo sulle conoscenze personali (che nella prima fase sono comunque importanti), ma sul raggiungimento di obiettivi ben precisi. E che una volta raggiunti, vanno subito “rilanciati”, in modo che la macchina del lavoro non si fermi!

Le aziende che chiudono, di solito lo fanno perché incapaci di sfruttare il marketing, ritenendolo un optional, quando invece sarebbe la linfa vitale del loro business! Lavorare oggi significa soprattutto applicare le regole del marketing avendo bene in mente che l’imprenditore che ignora il marketing è destinato, prima o poi, al fallimento. Di fallimento imprenditoriale ne parlo anche qui. Chiaro?

7) Fai branding, networking, e fai girare il tuo “sistema”!

Come fa il marketing a far funzionare il tuo lavoro in modo continuo? Per farla breve, un’ottima strategia di marketing si fonda di solito sulla strutturazione di un “funnel”, cioè di un imbuto virtuale nel quale i tuoi clienti “entrano” per spendere in modo graduale i loro soldi allettati da una comunicazione sempre più in linea ai loro bisogni. Un funnel è una sorta di ruota della fortuna, dove la fortuna non gioca alcun ruolo, ma che chiamo così perché se ben implementata e da te assecondata farà di te un imprenditore di successo.

Fare “branding” è la prima fase della tua comunicazione. Cos’è il branding? La capacità di presentarti al meglio al tuo pubblico sia nella tua forma che nella sostanza.

La forma in cui ti presenti dà modo alla tua sostanza di essere scoperta e conosciuta. La pubblicità, ad esempio, è un’arma utile in tal senso, ma è il marketing che rende la pubblicità mirata e che quindi ne massimizza i risultati.

Successivamente fare “networking”, cioè sfruttare i social in modo opportuno e coerente con la strategia che il consulente di web marketing ha studiato per te, ti consente di ampliare le conoscenze, sia in ambito business e che privato, facendole accedere nell’imbuto di cui sopra per trasformare i contatti in clienti veri e propri. Questa attività ha un nome che nel marketing viene definita “lead generation”, ed è una delle funzioni più utili che questa branca dell’economia ti permette.

Acquisire nuovi clienti e gestire i clienti che hai già acquisito è un processo che può essere sempre organizzato in modo abbastanza accurato. Infatti il marketing soprattutto consente di misurare costantemente i risultati, potendo quindi affinarne sempre più i meccanismi. Il web marketing applicato, ad esempio, ai social, al tuo sito e ad una landing-page, con un’opportuna verifica dei dati semantici (come la valutazione dei feedback dei tuoi clienti) consentono al business di progredire e produrre sempre di più e meglio.

Fare girare bene il tuo business, oggi, è possibile.

Conclusioni

La crisi, si sa, ha sconvolto i meccanismi dell’economia: in circa 10 anni siamo passati da economie locali improvvisate e che lavoravano solo sul passaparola o con la pubblicità tradizionale, ad una realtà, quella odierna, in cui tutto ciò è insufficiente a garantire la sostenibilità delle nuove aziende ed in cui il marketing è, al contrario, è l’unico strumento davvero efficace per ottenerla.

Con questo post non voglio però far intendere che per un giovane avviare un’impresa sia facile, piuttosto con la burocrazia alle calcagna ed il fisco sempre in agguato è davvero… un’impresa!

Semmai questo articolo vuole evidenziare come un approccio positivo e creativo al mondo del lavoro sia possibile! Esistono, come documentato, “vie di fuga” per i giovani che non vanno trascurate, anzi andrebbero assolutamente valutate. Quindi non vale la pena “piangersi addosso”, facendo del lamento “contro lo Stato ingiusto” una magra consolazione.

Piuttosto bisogna che i giovani, ed aggiungo anche i meno giovani, si rimbocchino le maniche creando il lavoro dei loro sogni (o trasformando, in meglio, il lavoro che si ha già).

Un sincero in bocca al lupo e.. che queste mie parole siano per te uno sprono per costruirti una carriera di successo.. al Sud!


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Leonardo Cascio

Leonardo Cascio

Per anni web developer e graphic designer, oggi esperto di marketing e comunicazione digitale. Lavoro professionalmente dal 1998 e dal 2002 come owner della media agency siciliana LCM Your Global Partner.