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No, non devo ancora smaltire i due bicchieri di marsala che abitualmente accompagnano la cassata siciliana, né è il solito titolo clickbait, scritto per spingerti ad aprire questo post salvo poi raccontarti tutta un’altra storia.

Ebbene sì. Penso davvero che l’annoso problema della povertà nel mondo potrebbe avere i giorni contati grazie alla piattaforma in cui sia io che te ci troviamo.

Non credo di essere esagerato nel ritenere che Cam.tv, questa social company su cui sono approdato neanche un mese fa e con cui ho avuto un autentico colpo di fulmine, possa rappresentare ad oggi un barlume di speranza per miliardi di persone nel mondo che possono già permettersi uno smartphone, ma che, paradossalmente, non una casa, un’alimentazione adeguata, acqua e beni di prima necessità.

Secondo uno studio del Mobile World Congress del 2017 nel mondo ci sono infatti ben 7,5 miliardi di sim, ovvero più sim che persone. Ed il numero di smartphone nel 2012 aveva già superato il miliardo di pezzi. Anche i paesi in via di sviluppo non sono immuni alla massiccia presenza di dispositivi connessi, infatti non è raro vedere molti giovani rifugiati in suolo italiano, sebbene magri e sciupati, maneggiare con sicurezza un device interconnesso portatosi dietro dal loro paese d’origine.

Insomma, in molti paesi sudamericani, asiatici e soprattutto africani, giovani e meno giovani non possono permettersi un pasto caldo giornaliero e le più elementari cure sanitarie, ma ciò stante non si fanno mancare un telefonino intelligente connesso ad internet.

Molti di questi sognano condizioni di vita migliori, o addirittura un mondo più giusto, libero e senza guerra, ed è per questo che chi non è riuscito ad approdare in Occidente spesso vi ci si mette in moto, viaggiando verso luoghi liberi e sicuri. E’ ovvio che l’Occidente avrebbe il dovere morale di accogliere chi ha la propria vita minacciata dalla guerra, ma è palese che non può aprire le frontiere in modo indiscriminato a tutti, a chi non ha un dignitoso lavoro, ovvero a chi fugge non dalla guerra ma dall’altro annoso problema, che è quello della povertà.

Il ruolo della tecnologia

In questo scenario storico potenzialmente destabilizzante per l’intera umanità, un ruolo cruciale ce l’ha la tecnologia.

La presenza di così tante sim interconnesse anche nei paesi in via di sviluppo e di dispositivi idonei alla navigazione e alla condivisione di foto e video, non può infatti che essere un motivo in più per tentare di attenuare, e magari alla lunga risolvere, il problema della povertà, che è com’è logico legato a quello del lavoro.

Già, il lavoro. Il lavoro oggi è profondamente cambiato, e non solo qui da noi, ma in tutto il mondo.

Da un’economia fondata sul prodotto siamo passati infatti ad un’economia fondata sul servizio, ovvero sullo scambio delle informazioni. E questo perchè oggi più di ieri è divenuto più conveniente trasferire una ricetta che trasferire gli ingredienti per produrla a migliaia di chilometri di distanza.

E’ la quarta rivoluzione industriale, baby!

Scambiare informazioni è quindi esso stesso un lavoro, basti pensare a chi produce contenuti culturali, o anche semplicemente notizie, per trarne un guadagno.

Lo faccio io stesso, dal momento che questo articolo, così come altri contenuti testuali, fotografici, grafici o audio-video da me prodotti, mi procurerà un guadagno in ogni caso, in modo diretto o indiretto, grazie al web.

E magari con Cam.tv qualche spicciolo per farmi un altro marsala alla salute dei cammer che vorranno ricompensarlo.

E’ già così dagli esordi del web stesso. E noi occidentali, chi più, chi meno, chi meno bene, chi più bene, lo facciamo un po’ tutti ormai per abitudine.

Vendere informazioni dal Terzo Mondo

Ma i non occidentali? I poveri del terzo mondo? E, aggiungo, gli stessi occidentali che hanno perso tutto (o quasi) e magari vivono come clochard? Anche loro sfruttano i vantaggi della vendita delle informazioni?

Sembra proprio di no, eppure un po’ tutti hanno un cellulare ed un sim.

Perché non lo fanno? Te lo sei chiesto?

A questa domanda mi sono dato una risposta, che è la seguente.

Non lo fanno perché non è mai esistito un modo facile, pratico, economico e veloce per poterlo fare. Non è mai esistito un modo accessibile, specialmente da un semplice telefonino, per poter guadagnare grazie alle loro conoscenze.

Per noi occidentali è sempre stato non dico facile, ma comunque possibile, anche prima dell’avvento di Cam.tv. Infatti, con un po’ di intraprendenza non è mai stato un problema “promuoversi” online, vendendo i propri e-book, i propri video-corsi, ecc. Ad esempio un occidentale ha sempre potuto tipicamente investire in un piano marketing per posizionarsi nel mercato e vendere. Lo so perchè di imprenditori che l’hanno fatto ne ho seguiti e ne seguo ancora parecchi.

Ma per un povero cristo no. Non ha mai avuto soldi da investire, non ha spessissimo mai avuto neanche un computer su cui smanettare.

Come avrebbe potuto  crearsi un sito web, ad esempio, per farsi vedere al mondo? Impossibile “vendersi” con un cellulare di quarta mano, seppur funzionante!

Cam.tv is… the solution!

Cam.tv si inserisce perfettamente in questo contesto, offrendosi come una soluzione semplice, pratica e gratuita a disposizione di chi ha solo uno smartphone e poco più.

Inclusi i tanti poveri cristi nel mondo che sognano l’Occidente senza rendersi conto che possono avercelo già nel telefonino.

Il modello di business di Cam.tv la rende infatti una social economy che consente ad un occidentale annoiato di inviare del denaro, anche pochi cents, ad uno sconosciuto ghettizzato nei bassifondi di una delle tante città povere del mondo. Una sorta di “premio”, o vedilo anche come carità, per aver condiviso il suo dolore o donato un sorriso (in effetti è noto quanto i ragazzi africani siano malgrado la pochezza delle loro vite sempre allegri e sorridenti).

Questa funzione di scambio economico elegge a mio parere Cam.tv una potenziale (e aggiungerei straordinaria) soluzione al problema della povertà nel mondo.

E’ pura teoria, lo so.

Però pensaci bene cosa può significare per un ragazzino del Gambia poter ricevere anche solo qualche decina di euro al mese di offerte come riconoscimento per il suo storytelling di vita, raccontando le sue passioni, la storia del suo popolo, virtù e disgrazie comprese.

Starai pensando che sia solo un esempio, che non può esistere nessun ragazzino del Gambia disposto ad usare Cam.tv con quello scopo ben preciso, ovvero aiutarsi ed aiutare la sua famiglia in modo da costruirsi un avvenire sereno nella sua terra, senza bisogno di scappare via.

Ed invece ti sbagli, perchè esiste, ed oltre ad averci chattato, ci ho anche parlato tramite Facebook Messenger (caro cammer perdonami ma la videocall da Cam.tv la faremo magari la prossima volta!).

Si chiama Mahir, ha 19 anni, e vive in povertà con la mamma ed un imprecisato numero di fratelli più piccoli. Ne sentivo uno, sarà stato neonato, piangere mentre ci parlavo. Me lo sono immaginato in una baracca di 4 metri quadri infestata dagli scarafaggi.

Abbiamo parlato per mezz’ora in un ottimo inglese (anche il suo) di come usare Cam.tv, di come potrebbe aiutarlo tanto, di come può renderlo “libero” di scegliere di fare il giornalista (una sua passione) e magari condividere anche la sua passione per il calcio e l’affetto per il suo cagnolino.

Mi raccontava della sua voglia di venire in Italia, ma ho dovuto dirgli che non è la soluzione, che quelli come lui qui non se la passano tanto bene.

Mi raccontava le difficoltà della vita, di aver accesso ad internet ma non ai beni di prima necessità. Incredibile, ma è così, a conferma dell’analisi fatta in questo articolo. 

Gli ho detto di tenere duro, di continuare ad usare Cam.tv, perchè continuando a scrivere e raccontandosi, dando valore e regalando emozioni, avrebbe potuto aiutarlo e, forse, salvarlo.

Cam.tv avrebbe potuto trasformare i like in soldi, trasferendoli nel suo conto. Solo che un conto bancario, nel suo Paese, è un lusso. Parole testuali: “a bank account is for whom have savings”, cioè un conto bancario è per chi ha soldi da parte.

Suggerisco allo staff e al CEO di Cam.tv di pensare ad un metodo di pagamento idoneo per chi non può permettersi un conto bancario (cosa per noi scontata, non per chi stenta a mettere un piatto di riso in tavola).

Alla fine ho voluto infondergli il giusto mindset con una bella frase che è anche il titolo di una canzone: “remember, my friend, Rome wasn’t built in a day” (Roma non è stata fatta in un giorno).

Spero che abbia capito. Così come spero che noi tutti abbiamo capito la rivoluzione tecnologica, e potenzialmente umana, che stiamo vivendo.

 

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https://www.cam.tv/leocascio/blog/voglio-crederci-cam-tv-cancellera-la-fame-nel-mondo


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Leonardo Cascio

Leonardo Cascio

Per anni web developer e graphic designer, oggi esperto di marketing e comunicazione digitale. Lavoro professionalmente dal 1998 e dal 2002 come owner della media agency siciliana LCM Your Global Partner.