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Da grande appassionato della lingua inglese, non posso che non spingere sull’acceleratore quando alle aziende si parla, oltre che di marketing e comunicazione, anche di “business english”.

Passione a parte, la lingua inglese è in effetti oggi davvero importante, a maggior ragione vivendo in un mondo globalizzatissimo.

Nel lavoro avviene per svariate ragioni pratiche: l’inglese ad esempio consente di dialogare, per iscritto od oralmente, con clienti, fornitori o in più in generale con partner stranieri, e non necessariamente di paesi anglosassoni (come il Regno Unito e gli Stati Uniti) ma del mondo in generale. Questa lingua è infatti ampiamente utilizzata dalla stragrande maggioranza degli imprenditori e degli utenti della rete.

Le ultime statistiche (2017) rivelano che è la più parlata al mondo, con quasi un miliardo e quattrocento milioni di persone che la parlano (il mandarino è invece, la “lingua madre” più parlata, ma questo solo grazie all’immensa popolazione della Cina).

Quindi tu, che mi stai leggendo o ascoltando sul mio podcast, se ritieni che il tuo negozio sia immune a questa necessità e possa far a meno dell’inglese, ricordati che in Italia i turisti stranieri non sono pochi, quindi non poter dialogarci non potrà che significare semplicemente perdere clienti e vendere meno.

Certo, esistono attività che ne risentono meno, ma anche che ne risentono tantissimo dell’impossibilità a dialogare in inglese: per attività turistiche che operano in zone prettamente turistiche, come hotel, bar, ristoranti, ecc, ignorare la lingua madre di Sua Maestà Elisabetta è una vera e propria condanna. Ma oggi non è solo un questione di turismo: basti pensare al fatto che tutte le aziende (anche le più piccole) sono “costrette” ad aprirsi al mercato globale alla ricerca di fornitori diversi e che magari sappiano offrire prodotti e servizi di qualità e al miglior prezzo.

Differenziare fornitori e partner, ribadisco, non è un’optional, ma un obbligo per rimanere a galla nell’economia del millennio. Quindi, come rapportarsi con questi se non in inglese? Insomma, ignorare la lingua che John Peter Sloan, noto autore, scrittore e comico (da anni curo con orgoglio la sua Facebook FanPage e tempo fa gli ho dedicato anche un post) definisce come “il futuro”, è un errore grave, e ciò va continuamente ricordato. Anche da chi, come me, non è un insegnante di inglese, ma che opera giornalmente con le aziende divulgando pratiche come il corretto utilizzo del marketing per massimizzare le vendite, anche all’estero.

Il caso più tipico in cui è evidente l’imbarazzo nel non conoscere l’inglese è quello in cui il cliente chiede all’agenzia di realizzare un sito anche in questa lingua, senza però essere assolutamente  in grado di parlarla. A me, in quanto direttore marketing della mia media agency LCM Your Global Partner, è successo tantissime volte di imbattermi in questa situazione! Ma come può un imprenditore oggi pensare di realizzare un sito in inglese senza essere minimamente in grado di parlarlo, anche in modo approssimativo? Eppure l’ignoranza regna ancora sovrana, con ammonizione di Sua Maestà Elisabetta.

Mi chiedo ancora perché si desideri tanto un sito multilingua senza averne le possibilità. Probabilmente solo per gettare fumo negli occhi ai lettori, senza però rendersi conto di quanto siano “furbi” quei lettori, oggi, al punto da essere pronti a rilasciare una recensione online negativa se le loro aspettative vengono in qualche modo disattese!

Per tutti questi motivi è importante l’inglese. Anzi, per la precisione, il “business english”, cioè l’inglese dell’imprenditore, quello che riguarda le meccaniche del lavoro, in ufficio, in negozio, in hotel, al ristorante, ecc. Ti chiederai come impararlo. Magari lo avrai studiato a scuola, tanti anni fa, ed oggi lo hai totalmente dimenticato.

Posso dirti che riprendere a studiarlo è possibile: questione di volontà, impegno ed organizzazione.

Oggi esistono numerosi corsi online e offline anche a buon prezzo che consentono di impararlo o re-impararlo. Sono in contatto con tantissimi e bravissimi insegnanti madrelingua che potranno guidarti, se lo vorrai, o che potranno formare il tuo staff ad esempio, al fine di maneggiare bene il business english. Perché ricorda sempre, e non trascurare mai questo concetto: “english is the future!” e se non lo impari, la tua attività sarà costretta, prima o poi, a ridimensionarsi. Diversamente, se saprai sfruttarne la conoscenza, otterrai dei vantaggi competitivi diretti o indiretti nei confronti dei tuoi concorrenti.

Espanderti all’estero, o sfruttare veramente il turismo, è un sogno che può diventare realtà, a patto però di applicare saggiamente i più idonei principi del marketing e della comunicazione in un contesto in cui vige una buona conoscenza della lingua inglese!

 

Nota bene: questo articolo è stato tradotto da Robert Dennis in lingua inglese; per leggerlo clicca qui!


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Leonardo Cascio

Web developer, web & graphic designer, ed esperto di marketing e comunicazione digitale (e non solo). Lavoro professionalmente dal 1998 e dal 2002 come owner della media agency siciliana LCM Your Global Partner.